PBS- Wideangle- Chi è Mr.Berlusconi?

E’ morto in questi giorni Rapisarda, finanziere, socio di Dell’Utri, e uno dei pochi a conoscenza degli affari di Berlusconi e Dell’Utri con la mafia. Non ha mai parlato molto, quindi i suoi segreti rimarranno nella tomba. Molto probabilmente il suo silenzio sarà stato ben pagato, mica è stato scemo come Tarantini che si è fatto beccare!.  Ma da anni si parla di Berlusconi e dei suoi possibili rapporti con la mafia, tramite Mangano e Dell’Utri. Ma chi è Berlusconi? E’ una delle domande che in molti si sono fatti nei primi anni della sua ascesa politica. Ripropongo qui la traduzione di un intervista fatta per la PBS, dal programma WideAngle, ad Alexander Stille nel 2003.

Il primo ministro Silvio Berlusconi non è solo il più ricco uomo d’italia, ma anche il proprietario di un impero mediatico senza rivali. I critici dicono che la combinazione di potere politico e controllo dei media di Berlusconi ha messo in pericolo la libertà di stampa in Italia.
In una fragrante notte di Maggio, la squadra di calcio italiana AC Milan ha vinto la prestigiosa finale europea di Champions League a Manchester, Inghilterra. La partita è stata trasmessa in diretta sulla TV italiana Canale 5 ed è stata vista dal numero record di 20 milioni di persone. Questo ha generato a sua volta un record di incassi pubblicitari per la rete. Il primo ministro Silvio Berlusconi è stato uno dei pochi fortunati che è riuscito a vedere la partita dallo stadio, e molto spesso la sua faccia sorridente è stata trasmessa sugli schermi TV italiani.
Aveva tutte le ragioni per sorridere. È proprietario del Milan, di Canale 5 e della società che ha fatto le inserzioni pubblicitarie.
È difficile valutare l’influenza di Berlusconi sulla vita quotidiana italiana. Oltre a guidare il paese, ha anche un controllo diretto e indiretto su più del 90 percento della TV nazionale, ha costruito la più grande azienda pubblicitaria italiana, controlla la più grande rete di distribuzione di film italiana e ha considerevoli interessi nei servizi finanziari e nel settore dei beni immobili.
Potresti pensare che un tale assortimento di responsabilità dovrebbe più che soddisfare Berlusconi. Bene, ti sbaglieresti. Il miliardario uomo d’affari-politico pensa che l’ufficio di primo ministro in Italia non abbia abbastanza poteri e pertanto sta spingendo per riscrivere la costituzione in tal senso.
In un certo qual modo, ha ragione.
Nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, la costituzione italiana è stata specificamente scritta per affievolire i poteri dell’esecutivo e per prevenire la nascita di un altro uomo-forte, come il leader fascita Benito Mussolini.
Come primo ministro, Berlusconi non può mandare a casa i suoi ministri o sciogliere il parlamento, ed è alla mercè di una piccola coalizione di partiti che possono far cadere il governo in ogni momento se non ottengono ciò che vogliono. Berlusconi fa parte del centro destra – crede fortemente nel libero mercato e inveisce contro il comunismo in ogni occasione – eppure la sua coalizione include il partito post-fascista Alleanza Nazionale e la populista Lega Nord.
Molto di ciò che succede dipende dalla forza di carattere di Berlusconi di portare a termine le cose e, come previsto, deve buttar via molto tempo ed energia a persuadere il suo disparato gruppo di vecchi amici.
Questa struttura politica anemica ha dato all’Italia 58 governi in meno di 60 anni; la maggior parte di esperti costituzionalisti, come Giovanni Sartori, è daccordo sul fatto che gli serva un rafforzamento. “Ma sarebbe molto difficile andare avanti con questo mentre Berlusconi è sulla scena. Ha già eccessivi poteri grazie al suo impero mediatico”, dice Sartori.
I partiti dell’opposizione di centro sinistra sono cauti nel contrastare il cambiamento. Sostengono che Berlusconi si sia rivelato un esperto nel manipolare il sistema esistente, convincendo i partiti della sua coalizione ad approvare una serie di leggi che lo hanno protetto dalle indagini per corruzione compiute dai magistrati sui suoi assai diffusi interessi economici.
Una legge fa si che per i magistrati sia più difficile ottenere dall’estero i documenti finanziari che occorrono per le indagini; un’altra depenalizza fortemente il reato di falso in bilancio; una terza legge ha dato al primo ministro immunità legale ed ha automaticamente fermato un processo in cui Berlusconi era imputato per corruzione di giudici durante una battaglia del 1990 per l’acquisizione di una società.
Il parlamento sta adesso lavorando su un disegno di legge per ristrutturare il mercato dei media domestici e modificare le restrizioni anti-trust. Questo permetterà una più ampia competizione per entrare nel settore, ma permetterà anche a Mediaset, controllata dalla famiglia Berlusconi, alla quale Berlusconi ha ceduto la gestione ordinaria dall’ingresso in politica nel 1994, di espandersi verso le radio e i quotidiani, estendendo ulteriormente il suo influsso nel cuore della vita italiana.
Quando Berlusconi arrivò al potere nel 2001 promise di fare una legge che avrebbe risolto il conflitto fra i suoi interessi economici e il suo potere politico entro i primi 100 giorni. Non offrì proposte specifiche, ma allo stesso tempo rispose che le sue vaste società private, le quali sarebbero potute essere colpite da qualsiasi legge connessa ai business Italiani, sarebbero state indirizzate ad un altro titolo. (Il processo per corruzione, menzionato sopra, fu rilevante durante il suo mandato elettorale e dura tuttora.) Due anni dopo questo disegno di legge ancora si trova in parlamento. Dovrebbe essere discussa in autunno ma nella sua forma attuale non dovrebbe dare a Berlusconi notti insonni. Non lo obbligherà a vendere alcua delle sue imprese, oppure a metterle in un così detto “Blind Trust” (Fiducia Ceca) in cui altri prendono in consegna le holding. Se l’autorità per la concorrenza dichiara che Berlusconi sta favorendo i suoi interessi, non può multarlo, ma solo riferire la questione al parlamento, dove la sua maggioranza deciderà il da farsi.
Il governo insiste che questa e altre leggi che ha fatto sono efficaci leggi che portano l’Italia a ciò che sta accadendo anche in altri Paesi. Dice inoltre che Berlusconi è stato perseguitato da magistrati politicizzati e che gli occorreva protezione da indagini pretestuose.
Durante i suoi due anni di governo, Berlusconi ha creato una stretta amicizia con il presidente George W. Bush e il presidente russo Vladimir Putin. Ha anche lavorato duro per rafforzare i legami dell’Italia con Israele. Ma nella sua casa propria, l’Europa, il sempre abbronzato Berlusconi è visto con preoccupazione, per non dire antipatia.
“Questo non è un uomo del quale vorremmo stringere volentieri la mano”, scrisse il quotidiano tedesco BERLINER ZEITUNG quando l’Italia assunse la presidenza di turno dell’Unione Europea in luglio. “Un uomo di discutibile integrità”, scrisse la rivista britannica ECONOMIST. “Una minaccia per la democrazia liberale”, tuonò il quotidiano francese LIBERATION.
La maggior parte degli italiani non sono d’accordo. Diffidenti della tradizionale classe dirigente, gli elettori sono stati persuasi dalla sua attitudine al saper-fare. Nonostante le gaffe di livello internazionale, un’economia incerta e una costante lite nella sua coalizione di centro destra, Berlusconi resta il più popolare politico dell’Italia, almeno secondo un recente sondaggio.
I leader dell’opposizione dicono che il suo controllo sui media è molto legato a ciò, assicurando che ha molta più visibilità di loro.
Oltre a possedere tre dei sette canali televisivi terrestri italiani, Berlusconi ha anche una voce nella gestione della TV di stato italiana, la RAI, che gestisce altri tre canali.
Quando criticò pubblicamente due dei più vecchi giornalisti della RAI nel 2002, essi furono rapidamente buttati fuori. Quando provocò l’indignazione internazionale nel luglio 2003 comparando un politico tedesco a un comandante nazista di un campo di concentramento – un commento che Berlusconi fece nel parlamento europeo, subito dopo aver fatto il suo primo discorso come presidente dell’Unione Europea – i più importanti telegiornali RAI della sera non mostrarono l’incidente.
“L’Italia non ha più la stessa libertà di informazione che abbiamo negli altri stati europei”, disse Robert Menard, segretario generale della base parigina dei Reporter senza Frontiere). “Piuttosto, la situazione in Italia è oggi peggiore che in un numero di stati africani”.
Ma la televisione italiana non è l’intimidita creatura che alcune persone sostengono. I programmi di informazione notturni sul canale più visto della televisione di Berlusconi (Canale 5) hanno raggiunto una reputazione per l’indipendenza. Il governo è bersaglio di barzellette in show satirici e la linea editoriale di uno dei tre canali RAI è apertamente a favore dell’opposizione. (Tuttavia la satira politica è una cosa e la libera critica è un’altra; Berlusconi è trattato con molto rispetto dai programmi di informazione, e nessuno dei suoi canali Mediaset ha mai portato avanti indagini giornalistiche sui suoi affari).
La maggior parte dei tradizionali quotidiani tende ad essere critica verso il governo, includendo l’influente quotidiano CORRIERE DELLA SERA, che spesso raffigura il minuscolo primo ministro come un sorridente Napoleone con il tacco alto in una serie di sprezzanti fumetti in prima pagina.
Mostrando la sua solita autoironia, Berlusconi disse a un gruppo di cronisti che su consiglio del passato Primo Ministro Inglese Margaret Tatcher , decise di smettere di leggere i giornali: “ Chiesi che mi venissero mostrati solo articoli positivi. Non arrivò niente per due settimane”.
Berlusconi è senza dubbio spassoso. Ha un fascino attraente e una disarmante spontaneità che fa sentire alle persone che lo incontrano, attraverso una semplice stretta di mano, che essi sono al centro del suo universo stellare.
È un grande dono e una cosa che ha senza dubbio aiutato Berlusconi a diventare l’uomo più ricco d’Italia. Ma l’esperienza ha mostrato che non può allontanare con il suo fascino tutti i suoi problemi.
Il suo primo governo è rimasto in carica solo per pochi mesi nel 1994 prima che collassasse sotto il peso di lotte interne. Anche nella sua seconda coalizione stanno crescendo le polemiche e appare improbabile che sopravviva fino alla fine dei cinque anni della legislatura. Su questo poco promettente sfondo politico l’economia italiana sta rasentando la recessione e le sue potenze industriali sono in declino.
Berlusconi si dipinge in una luce quasi religiosa, ripetendo più volte che ha fatto enormi sacrifici per l’Italia. Durante una famosa comparsa in un talk-show Berlusconi si rivolse al conduttore e gli chiese di odorare la sua acqua di colonia: “Cosa pensi che sia questo profumo?”, chiese prima di dare egli stesso la risposta: “è l’odore della santità”.
Berlusconi può vedersi come una sorta di profeta new-age, ma la giuria è ancora in camera di consiglio per decidere se è un falso profeta o no.

Jamie Rubin: Alexander Stille, grazie per essere venuto.
Alexander Stille: grazie per avermi invitato.
Jamie Rubin: Abbiamo appena visto nel nostro filmato un poderoso esempio di come Silvio Berlusconi, il premier italiano, controlla, direttamentente o indirettamente, il 90 percento della TV in Italia. Abbiamo visto processi fermati e imputazioni per corruzione. Ma qual è realmente la minaccia che Berlusconi crea alla democrazia italiana?
Alexander Stille: Dunque, penso che nel mondo in cui viviamo, dove la televisione è la pricipale fonte di informazioni per la maggior parte delle persone, essa realmente influenza l’equilibrio del processo democratico. La correttezza del processo democratico. E il fatto che Berlusconi possa realmente modellare il modo in cui gli eventi sono mostrati e il modo in cui egli stesso è ritratto fa una grossa differenza. Egli, per esempio, sulle sue reti che dominano il 45 percento del mercato –
Jamie Rubin: Sono le sue reti private?
Alexander Stille: Le sue reti private. Il 40 percento dei filmati sonori presenti in tutti i programmi di informazione mostrano Berlusconi che parla al pubblico. Sulle onde radio pubbliche, Berlusconi parla cinque volte di più di ogni altra figura politica. Non puoi comprare pubblicità in quel modo. E invece, chiaramente, è anche nella posizione di comprare pubblicità. I suoi oppositori, per esempio, nelle elezioni europee del 1999 non comprarono per niente la pubblicità, perché l’unico posto in cui potevano comprare pubblicità era sulle sue reti private. Quindi c’è una competizione impari. È come giocare su un campo sbilanciato. Qualcuno ha comparato la posizione di Berlusconi all’inizio di una partita di calcio con un vantaggio di tre goal. Può non essere una grande cifra, ma anche un vantaggio di un solo goal porta ovviamente a risultati non uguali.
Jamie Rubin: Ma quando guardi alle consequenze pratiche della presa del potere di Berlusconi in Italia, è stato un bene per l’Italia? Per la loro ecnomia? Per la loro reputazione nel mondo? Quali sono le conseguenze pratiche del governo di Berlusconi?
Alexander Stille: Dunque, penso che parte del problema sia che, siccome è un tipo di governo molto centralizzato su una persona, gli affari sull’agenda politica di Berlusconi che hanno ricevuto attenzione e energia dal suo partito sono stati i suoi interessi personali.Durante la campagna elettorale del 2001 parlava di un gran numero di problemi. Ad esempio come far partire l’economia italiana, creare posti di lavoro, avviare un programma di lavori pubblici, ecc. Ma le cose in cui hanno buttato tutte le loro energie sono leggi per l’immunità di Berlusconi, annacquare il sistema giudiziario per tener sé e i suoi associati fuori dai guai, e la legge sul conflitto di interessi che gli consente di mantenere intatte le sue imprese. La scorsa estate il parlamento italiano lavorò senza sosta e anche durante i giorni di chiusura estivi per approvare una di queste leggi sulla giustizia. È qui che va l’energia. Non va verso molte di altre cose . Tutti sono d’accordo che alcune delle riforme che Berlusconi ha proposto e altre proposte per l’economia e anche per la giustizia italiana sono utili, ma in genere non vengono concluse perché l’energia va verso queste altre cose.
Quindi penso che avere qualcuno che ha un rischio o un vantaggio incredibilmente alto dal modo in cui il governo opera e influisce sui suoi affari ha una tendenza a distorcere l’agenda legislativa in un modo che è stato molto nocivo per l’Italia.
Jamie Rubin: Ma le leggi portate avanti da Berlusconi e approvate dal parlamento sono state nocive per l’Italia? Anno fatto qualche danno? Oppure sono stato occupati troppo nel proteggere gli affari di Berlusconi che non sono stati capaci di fare nessun’altro affare?
Alexander Stille: Dunque, penso che abbia danneggiato l’italia in un paio di cose. Per esempio, prendi il fatto che la media dei processi penali in Italia dura il doppio rispetto a dieci anni fa ,a causa di riforme che sono state fatte al sistema giudiziario italiano. Non tutte queste riforme sono state fatte sotto Berlusconi, ma sono state, per la maggior parte, approvate da Berlusconi e portate avanti dal suo partito. Quindi che il sistema giudiziario italiano, nel complesso, è stato inceppato dalle esigenze di una sola persona di proteggere se stessa e molti dei suoi amici più stretti nei processi. E che, ovviamente, ha un effetto nocivo. Tutti capiscono che in un’economia moderna trasparenza, responsabilità, e funzionamento del sistema giudiziario sono parte dell’avere una società funzionante e moderna. E una importante parte della società italiana non sta lavorando bene. Berlusconi, certamente, è nell’attività dei media, dell’informazione. Nella nuova economia in cui noi tutti viviamo, l’informazione è una parte enorme dell’economia. Egli non possiede solo reti TV, ma anche fondi comuni di investimento. E altre attivita di informazione. Se qualcuno ha una posizione di monopolio e vuole mantenere tale posizione, significa che sta effettivamente chiudendo ogni concorrenza da altre origini.. E, nonostanye il fatto che Berlusconi si dichiari favorevole al libero mercato, non esiste niente di vicino al libero mercato nei settori in cui lui è presente. Ed è presente quasi ovunque. Quindi penso che sia una situazione gravemente malsana per l’Italia come insieme. E una ragione per cui qualcuno non dovrebbe avere così tanto potere pubblico e privato insieme
Jamie Rubin: Ma nell’ambito della giustizia penale, è già chiaro che il suo inceppare la giustizia penale ha causato, per esempio, l’aumento del crimine in Italia?
Alexander Stille: Ci sono zone in cui è aumentato. Ed è ceramente vero, per esempio, che quando parli ai pubblici ministeri che lavorano sui casi di mafia, come io ho fatto, il loro lavoro è molto più difficile di quando fosse sei o sette anni fa. Berlusconi, per esempio, è stato accusato da diversi pentiti della mafia di legami fra le sue imprese e membri della criminalità organizzata. Poi i collaboratori di Berlusconi hanno spinto per una legge che avrebbe limitato l’uso dei pentiti mafiosi e che avrebbe ridotto i benefici ai pentiti stessi. Questo ovviamente, non entrando nel merito dei casi che lo coinvolgono, rende molto più difficile per le persone di ottenere testimonianze nei processi di mafia. E i cambiamenti nel sistema giudiziario hanno fatto si che fosse molto difficile vincere le cause.
Jamie Rubin: Quindi stai affermando che il lavoro dei pubblici ministeri italiani nel combattere e sconfiggere la mafia e il crimine organizzato è stato danneggiato dal ruolo di Berlusconi?
Alexander Stille: Direi che è stato ritardato da esso. E non sto neanche dicendo che è intenzionale. Sto solo dicendo che c’è una specie di increspamento nella sistema giudiziario che ha effetti negativi. E non è per dire che non sono riforme genuine; che non ci sono abusi nella giustizia in Italia che Berlusconi e la sua gente non abbiano condannato. Essi esistono. Ma, sfortunatamente, penso che la cosa da capire è che non si può essere imputati e allo stesso tempo riscrivere le leggi sulla giustizia del Paese; la posizione come parte interessata fa fare dei giudizi sbagliati.
Jamie Rubin: Nel filmato che hai, i suoi avvocati, i suoi effettivi avvocati nel suo processo,si ripresentano come parlamentari per cambiare le leggi in suo favore. Questo potrebbe accadere in altri Stati o è una cosa unicamente italiana?
Alexander Stille: Forse da qualche parte di Sud America. Ma non sono al corrente sul fatto che possa accadere in una democrazia avanzata. È una situazione veramente anomala e peculiare. Essi passano letteralmente due o tre giorni alla settimana a Milano difendendo Berlusconi, nello loro nere vesti da avvocati e poi tornano indietro a Roma e riscrivono le leggi che dovrebbero poi far saltere i processi nei quali Berlusconi è imputato. E ciò accade in tutte le aree, includendo l’area della legislazione economica e delle imprese.
Jamie Rubin: Come è stato in grado Berlusconi di manipolare il Parlamento come ha manipolato i media e la televisione. Tutto per il solo scopo di proteggere lui dai processi o dalla perdita delle elezioni.? Perché gli italiani hanno votato per lui?
Alexander Stille: Penso che sia importante capire che Berlusconi rappresenta una significativa parte degli elettori italiani. C’era stato uno stravolgimento politico estremamente complicato in Italia all’inizio degli anni 90 nel quale, a causa della repressione della corruzione nel sistema, i partiti tradizionali che avevano governato l’Italia per 45 anni furono rimossi dal potere.
Jamie Rubin: Che partito sosteneva Berlusconi a quel tempo? Era visto come un riformatore, vero?
Alexander Stille: Almeno nominalmente. Ma chiunque conoscesse bene la carriera di Berlusconi, sapeva che era strettamente collegato agli stessi partiti. E che sarebbe stato presto oggetto delle indagini. Ma, quello che era importante, era che c’era almeno il 50 percento degli elettori senza un leader politico o senza rappresentanza. Era naturale che qualcuno stava per riempire questo vuoto. Il problema fu che l’intera situazione era così rapida e disorientante, e che la sola persona che era nella posizione di riempire questo vuoto era l’uomo più ricco del Paese, una persona che aveva a disposizione una macchina enorme. Era una società. Tre reti televisive private. Un’imponente società di pubblicità che era rappresentata in tutto il Paese. E quindi ciò che accadde fu che le persone che effettivamente gestivano la sua società divennero la macchina per la campagna elettorale. Per esempio, 50 membri del primo parlamento Berlusconi del 1994 era impiegati nel ramo pubblicità della sua società. Quindi c’è stata una società che ha preso il posto di questi partiti. Siccome c’erano degli elettori che avevano bisogno di rappresentaza, la gente lo accettò. Perché volevano una persona moderata-conservatrice che li rappresentasse. Sentirono che Berlusconi, siccome era un uomo d’affari di successo, rappresentava qualcosa di nuovo.
Jamie Rubin: Gli stessi vecchi politici italiani.
Alexander Stille: Gli stessi vecchi politici. E aveva molto del fascino che qualcuno come Ross Perot aveva per molti americani quando disse: “Guarda, sono un pratico uomo d’affari. Lasciami sotto al cofano della macchina e metterò a posto il motore”. E Berlusconi lo ha usato con successo. È anche una persona carismatica che per molti elettori ha quel fascino carismatico che molti americani ebbero per Ronald Reagan. Ha una certa elasticità nel suo passo e dell’ottimismo che le persone trovano attraente.
Jamie Rubin: E ha una storia di vita. Voglio dire, guardiamolo, era un uomo di classe sociale media che ha “fatto bene”. Un imprenditore che si è fatto da solo. Voglio dire, al piccolo negoziante, al piccolo uomo d’affari italiano, non appare come un’esempio del fatto che per avere successo in Italia non è necessario avere dei privilegi.
Alexander Stille: Certo. Certamente, se guardi più da vicino la carriera di Berlusconi puoi capire che non si è neppure un po’ fatto da solo come dice. Ha goduto di sostegni politici lungo tutto il suo percorso. E senza di essi, non avrebbe mai avuto successo. Per farti un piccolo esempio: la sua prima vera fortuna immobiliare se l’è fatta in uno sviluppo fuori Milano. Non sarebbe mai riuscito a vendere perché gli aerei dell’aeroporto locale volavano sopra la zona e nessuno voleva comprare gli appartamenti. Usò la sua influenza politica per farsi cambiare le rotte degli aerei…
Jamie Rubin: Non è solo furbo?
Alexander Stille: Beh, furbo. Ma ci può essere stato uno scambio di soldi per far cambiare le rotte.
Jamie Rubin: Ma non c’è qui un interesse che dimostra per gli italiani, che hanno sempre visto i politici favorire le classi privilegiate. E’ questo che lo ha favorito? Il suo essersi fatto da solo e aver fatto bene?
Alexander Stille: Sì. Adesso lui rappresenta certamente parte dell’Italia. Penso inoltre che sia molto importante capire la centralità del suo essere a capo della TV privata sotto altri aspetti, oltre quello del controllo dell’informazione. Infatti in Italia fino alla meta degli anni Settanta c’era solo la TV pubblica. Ed era dominata dai partiti politici. Berlusconi ha introdotto in Italia una nuova cultura totalmente diversa. Ha introdotto la cultura di DALLAS, DYNASTY, BAYWATCH, WHEEL OF FORTUNE.
Jamie Rubin: Ed ha lavorato.
Alexander Stille: Ed ha lavorato. Ha venduto. Ha creato posti di lavoro. Ha creato tipi di divertimento che prima non esistevano. Ha creato una serie di valori di successo che egli stesso incarna. Ed è stato parte di un sistema di valori che ha sostituito molti valori più ideologici, e una società ancora più ideologica.
Jamie Rubin: Parliamo del potere di Berlusconi sulla TV. Direttamente o indirettamente, controlla il 90 percento dei telespettatori che guardano la TV in Italia – attraverso le reti private che possiede e le reti controllate dal governo. Ma se sei un italiano seduto in Italia a guardare la tv, hai delle notizie oggettive? Conosci la verità sull’economia italiana, la politica italiana? E su quello che accade nel resto del mondo? Voglio dire, gli italiani sono alimentati dalla propaganda o è solo quando giungono a Berlusconi che i telegionali prendono delle cautele?
Alexander Stille: Credo che il problema sia che è molto difficile distinguere. Quando dirigi un paese quasi tutto può riflettersi bene o male su di te. Berlusconi non era, diciamo, il protagonista della guerra in Iraq, ma era una parte interessata. Per esempio, c’è stata un’enorme marcia per la pace verso la metà di febbraio che ha dominato l’attenzione di molti italiani. Non è stata mostrata sulla TV italiana.
Jamie Rubin: Ma nonostante tutto, in Italia erano massicciamente contrari alla guerra in Iraq, giusto?
Alexander Stille: Sì. Non è stato possibile condizionare l’opinione pubblica. Quindi potresti sostenere che anche il controllo sulla TV è certamente non assoluto. E c’è molta informazione in Italia, ma è principalemente in forma scritta. Quello che penso e che mi preoccupa è che puoi dire che c’è molta libertà di informazione in Italia. Puoi trovare quasi ogni punto di vista rappresentato se setacci una libreria o leggi il vasto numero di quotidiani che escono ogni giorno.
Ma in televisione non hai lo stesso pluralismo. La televisione, che ci piaccia o no, è il modo in cui la maggioranza degli italiani e degli americani si informano. E là c’è molto molto meno pluralismo e il controllo è esercitato da Berlusconi .
Jamie Rubin: Ma è una TV in stile comunista? Gli italiani hanno le informazioni basilari su quello che accade in italia o nel resto del mondo? C’è così tanta propaganda o è solo quando si arriva agli interessi di Berlusconi che provano a proteggerli?
Alexander Stille: Dunque, per darti un’idea. Mi chiedo se questo ha importanza durante il periodo elettorale, che penso tutti capiamo quanto sia importante. Prendiamo uno dei canali di Berlusconi: il conduttore di uno dei suoi canali ha pianto di gioia in diretta quando Berlusconi è stato eletto.
Ho visto programmi in cui Berlusconi ha letteralmente insultato le opposizioni politiche. Li ha chiamati bugiardi. Li ha chiamati nemici. Li ha chiamati comunisti. Li ha chiamati in tutti i modi. Berlusconi ottiene 10 volte più copertura. Ho visto che al suo maggiore avversario politico è stato dato un piccolo spazio in cui era ripreso ad un mercato del pesce mentre diceva come cucinare il pesce invece di parlare delle questioni politiche del giorno. Sai che può sembrare ridicolo a molte persone. E molti italiani ti diranno: “Oh, veramente lo guardo solo per divertimento”. Ma non è così divertente se consideri che, per esempio, ci sono statistiche che mostrano che le persone che guardano i canali di Berlusconi votano irresistibilmente per il suo partito.
E la quantità di TV che guardano è direttamente proporzionale alla percentuale nella quale votano per Forza Italia, il suo partito. Capisci quindi che il controllo sulla televisione si traduce in voti e si traduce in potere in modi che, penso, potrebbero fare turbare tutti.
Jamie Rubin: Stiamo descrivendo, quasi, un Mussolini dei giorni nostri che controlla tutti i livelli del potere: il parlamento e l’informazione. Che è capaca di fermare i processi contro di lui. Ma pensi che l’Italia dei giorni nostri abbia la libertà di informazione o no?
Alexander Stille: Allora, io credo che abbia una parziale libertà di informazione. Penso che ciò che interessa e un po’ spaventa Berlusconi è che ha capito, forse più di ogni altro politico, che se una cosa non appare in TV non esiste nel nostro mondo. E quindi c’è libertà di informazione perché la puoi trovare in forma scritta, se cerchi in certi quotidiani o in certi libri. Ma non la troverai in TV. E quindi hai una parziale libertà. Allo stesso tempo, gli italiani non sono stupidi. E hanno molte libertà democratiche. E se sono realmente infelici non lo rivoteranno. Votarono contro di lui nelle recenti elezioni regionali, che mostrano di basare il loro voto sui risultati. E se questi risultati non sono imminenti, alla fine distingueranno fra tutte le scemenze che ascoltano in TV e la realtà che vedono nelle loro menti.
Jamie Rubin: Quindi stai dicendo che la democrazia funziona ma è minacciata dal suo potere? Possiamo metterla in questo modo?
Alexander Stille: Sì. Penso che sia una democrazia parzialmente incompleta che sta lavorando molto male per il momento. E penso che la cosa che è fastidiosa e dovrebbe riguardare tutti noi è che sta impostando un modello per come la democrazia funziona nel nostro mondo. In cui gli interessi privati possono avere una più ampia quota di vita pubblica di quanto hanno altrove. E penso che sia un modello al quale la gente si abitua, e dice: “Beh, se lo possono fare in Italia, allora qual è il problema se lo faccio un po’ meno qui, in Francia? O in Inghilterra o in questo Paese?”. Penso che si stiano stabilendo dei precedenti che sono pericolosi per una democrazia
Jamie Rubin: Quanto pensi che il modello Berlusconi stia avendo luogo in altre parti del modo? Possiamo vedere che Rupert Murdoch ha un’enorme influenza sui media. Abbiamo visto il senatore Cornize del New Jersey, un multimilionario fattosi da solo. Abbiamo visto il sindaco di New York City Bloomberg usare i suoi soldi per la campagna elettorale. Pensi che Berlusconi sia un fenomeno solo italiano? Quello che stai descrivendo potrebbe accadere anche qui o ci sono molti più pesi e contrappesi nel nostro sistema rispetto all’Italia?
Alexander Stille: Credo che la cosa che fa di Berlusconi una figura veramente importante e interessante è che concreta – in un modo molto drammatico – problemi e questioni che esistono in tutte le moderne democrazie oggi. In ogni società, inclusa la nostra. Soldi, mezzi di comunicazione e potere politico sono strettamente connessi. E le figure che hai menzionato, sono tutte parte della tendenza che vede che le persone hanno appreso l’abilità, diciamo, di comprare tempo in TV e bypassare i filtri usuali fra il pubblico e le figure politiche, diventando soggetti molto potenti che le persone possono usare per attrarre attenzione, attrarre voti. E avere influenza nella nostra società. In Italia esiste in molti modi grezzi. Ma penso che le persone ovunque, e altrettanto questo Paese, sentono in modo costernato che la politica sta andando sopra le loro teste, viene decisa da ricchi interessi che non prendono in considerazione le persone. E stanno piegando il processo legislativo a loro favore. E quindi penso che Berlusconi sia una specie interessante di canarino nella miniera di carbone per tutti noi Mostra i modi in cui questi problemi si possono cristallizzare in modi molto potenti.
Jamie Rubin: Le sue critiche che vediamo nel filmato : politici, rappresentanti dei media, giudici, ecc. Berlusconi sostiene che la maggior parte di queste persone hanno un orientazione politica di sinistra o di centro. E che il loro reale lamento è che un politico di centro-destra è al potere e che ha usato le leve del potere per fare carriera. E’ qualcosa del genere? Sono le sue più alte critiche al centro sinistra? Ci sono, ad esempio, in Italia, politici del centro-destra che si sono sentiti oltraggiati dal suo concentramento di poteri nelle sue mani?
Alexander Stille: Bè, in Italia è inevitabile che la maggior parte delle critiche arrivi dall’opposizione. Ma, per esempio, Giovanni Sartori, che hai intervistato altre volte nei tuoi documentari, è un completo commentatore conservativo di molti aspetti politic. Ma lui è stato molto duro sul problema del conflitto d’interessi e ha criticato molto Berlusconi su questo. Il giornale THE ECONOMIST è molto difficilmente un giornale comunista o di ala di sinistra come Berlusconi ha dichiarato. Ha sostenuto Bush nella guerra in Iraq e ha supportato la Tatcher e così via . Semplicemente sentivano che una competizione democratica non doveva accadere alla stessa maniera di come è accaduta in Italia. E che qualcuno con molte beghe, sia in termini di passata corruzione sia riguardanti i suoi interessi privati, non poteva governare un paese. E penso sia molto importante ciò. Sfortunatamente, Berlusconi è stato molto bravo a polarizzare la discussione su di lui e ad usare la critica di “ comunisti” e così via. Sai, penso sia importante per le persone di capire che questi sono problemi che tagliano da un lato all’altro la linea delle ideologie. Chiunque è interessato al funzionamento della democrazia deve preoccuparsi dell’offuscamento della linea tra interessi privati e pubblici. E della somma di poteri che che un individuo è capace di ottenere come Berlusconi ha fatto. E penso sia normale se te, di fatto, anche se sei conservativo, e credi nella competizione, puoi vedere che tutto ciò e malsano. Sia in termini di competizione politica che economica.
Jamie Rubin: Parliamo del suo concentramento di poteri. Ha certamente un’arma silenziosa tra i media—la televisione. Ha approvato una legge che lo protegge da ogni processo. Ha il controllo del parlamento. Quali sono i controlli e gli equilibri rimasti nel sistema italiano che impediscono che diventi un Mussolini dei giorni nostri?
Alexander Stille: Bè, in realtà i soli controlli e equilibri rimasti sono le elezioni. Realisticamente, lui ha la maggioranza in Parlamento. E finché è Primo Ministro durante questa legislatura e ha la maggioranza a favore, può far passare leggi che possono sembrare a molti di noi anticostituzionali. Anticostituzionali forse in termini Americani. Ma lui può, finché ha la maggioranza , forzare esse attraverso il Parlamento. Ci sono stati momenti nei quali i tribunali Italiani hanno bloccato questa o quell’altra legge. Ma non sono stati capaci di effettuare delle legislazioni in maniera significativa. Sulla carta, almeno, esiste l’incarico del Presidente Italiano. Il Presidente della Repubblica è una sorta di figura esterna al governo. Ma deve firmare ogni maggiore legge e può opporsi alle leggi che considera incostituzionali. Il Presidente in carica è attualmente una persona di grand integrità e importanza in Italia. Ma ha scelto di giocare un ruolo di basso profilo nelle cose. E non ha realmente affrontato Berlusconi su alcuni di questi problemi. Perciò penso, in realtà, che niente cambierà prima delle prossime elezioni. A quel punto gli Italiani votanti, se Berlusconi avrà fallito al di sotto di ogni aspettativa, lo escluderanno dal nuovo incarico.
Jamie Rubin: Parliamo della sua popolarità. Appare agli elettori con un uomo “ che si è fatto da solo”. Appare polarizzando su di se gli obbiettivi di destra e di sinistra. Perché secondo te ha perso le recenti elezioni regionali a dispetto di tutto il potere dei suoi media? Gli Italiani stanno capendo la linea politica di Berlusconi?
Alexander Stille: Berlusconi, per ragioni che non sono sue colpe, sta governando in un periodo di mondiale recessione. C’è stato sia lo scoppio della bolla di sapone delle dot-com, combinato con gli effetti del 11 Settembre che hanno depresso l’economia in vaste aree. Perciò deve fare i conto con un economia in declino insieme a leaders di molti altri paesi. Perciò c’è un pezzo di sfortuna che non fa parte del suo operato. Lui certamente non ha avuto successo nel fare cose che dichiarò che avrebbe fatto, le quali richiedono avanzamenti energici per mandare avanti l’economia Italiana. Creare posti di lavoro ecc.. E penso che in parte è dovuto al fatto che Berlusconi ha sfortuna a far passare una serie di riforme che possono evere quell’effetto. Per esempio, molte persone concordano che l’Italia ha bisogno di una riforma sulle pensioni. Ma molti dei suoi sostenitori sono contro al cambiamento del sistema delle pensioni in un modo che può sfavorirli. Perciò ha deciso di non considerare quel problema. Attualmente è estremamente indeciso e inattivo, e in effettivo in molte aree dell’economia. Ed energico solo nelle aree che riguardano i suoi interessi personali.

Jamie Rubin: Parliamo un po del contrasto fra Televisione e giornalismo su carta stampata. Pensi che i giornali, a differenza della televisione, siano liberi in Italia. E sono stati questi criticati da Berlusconi?
Alexander Stille: Bè, lo sono stati, ma questo è interessante.Berlusconi non è molto preoccupato dai giornali o i magazine che sono chiaramente di sinistra. Lui sa che i loro lettori non lo voteranno mai. E che i suoi elettori non leggeranno mai quei giornali. Dove Berlusconi ha dedicato la sua attenzione, è nella stampa giornalistica che ha una larga corrente principali di lettori di centro.
Jamie Rubin: Come si vede nel filmato.
Alexander Stille: IL CORRIERE DELLA SERA è il primo esempio. LA STAMPA, il giornale di Torino, ne è un altro. Questi sono grandi centristi. E’ come il WASHINGTON POST e il NEW YORK TIMES qui. E lui è capace di esercitare molti controlli indiretti su questi giornali.Tutti è due i giornali sono proprietà in parte o quasi interamente dalla compagnia Fiat Auto e la famiglia Agnelli.La compagnia di macchine Fiat ha attraversato ogni tipo di problemi economici, come il documentario ha mostrato. E un’importante statistica che il filmato ha mostrato è il fatto che la Fiat, mentre era nel mezzo di una drammatica crisi,nella quale ha licenziato decine di centinaia di persone, ha aumentato la sua pubblicità sui canali di Berlusconi, i suoi canali privati: Ma li ha tagliati dai canali pubblici. Questo ti dice chiaramente che essere nelle buone grazie del primo ministro è fondamentale per queste aziende di affari.
Jamie Rubin: Ma puoi leggere sul CORRIERE DELLA SERA oggi, domani, la prossima settimana forti critiche contro Berlusconi?
Alexander Stille: Se tu guardi alla vita del CORRIERE, per esempio, penso sia molto chiato che il giornale, da quando Berlusconi è entrato in politica, muoveva significativi passi verso la destra, per adattarsi. E hanno assunto un gran numero di giornalisti politici che erano in sintonia con le idee di Berlusconi. Non hanno licenziato i vecchi giornalisti che continuano ad essere critici contro Berlusconi. E questo è il motivo per cui Berlusconi poi, ha fatto pressione sui proprietari per far licenziare il primo redattore, DeBortili.
Jamie Rubin: Ma troveremo critiche su Berlsuconi in questo principale giornale?
Alexander Stille: Puoi trovare critiche in tempi alterni, ma non vedrai mai, per esempio, un rapporto investigativo…
Jamie Rubin: Sulla sua corruzione.?
Alexander Stille: Si. Per esempio, non c’è mai stato sia sul CORRIERE o LA STAMPA o su qualsiasi dei sei principali network nazionali un serio esame sulle accuse su Berlusconi. Hanno tentato di dire, Okay, quali sono le dicerie, e quali sono stati documentati? Quali sono le accuse che sono sotto un esame accurato? E quali sono le accuse che non sono state provate? Puoi pensare che questo accada naturalmente sotto un libero giornalismo . E questo non è accaduto in Italia. Perciò,come risultato, la media delle persone che votano centro non sanno a cosa credere. Ascoltano, giorno e notte, le invettive di Berlusconi e i suoi collaboratori che dicono che le accuse sono tutte bugie.
Jamie Rubin: Ma sanno delle accuse. Non conoscono solo le specifiche di queste?
Alexander Stille: Conoscono le accuse, ma c’è stata una sorta di occultamento delle specifiche e nessuno si è preso la briga di spiegargliele. E penso, attualmente, che se esaminassero queste da vicino, rimarrebbero quasi scioccati.
Jamie Rubin: Parliamo delle specifiche accuse di corruzione e processi che sono state fatte contro Berlusconi. Pensi che la media degli Italiani considerino queste accuse oltraggiose? O in qualche modo si aspettano che i capi di industrie aggirino il sistema fiscale, per esempio, evitando di pagare le tasse?
Alexander Stille: Bè, penso sia vero che una ragione per la quale c’è un altro livello di tolleranza per Berlusconi e i suoi problemi legali è che molti italiani raggirano la legge. In molti casi si sentono forzati ad aggirare la legge a causa degli eccessivi regolamenti. Ci sono qualcosa come 70.000 o 90.000 leggi in Italia. E solo 5.000 in Francia.
Jamie Rubin: Leggi sulle tasse?
Alexander Stille: No, leggi in generale. La loro vita è molto regolata. E uno è spesso forzato, se vuoi, per dire, costruire un altro bagno nella tua casa, a chiedere un permesso per fare ciò, che è incredibilmente complicato, perciò non lo fai, e sei obbligato a pagare un ispettore affinchè chiuda un occhio. Cose del genere accadono ogni volta e ciò rende le persone comprensive con qualcuno che deve fare la stessa cosa su larga scala per i propri affari. Ma io penso che quello che molti italiani non conoscono perché non è stato pubblicizzato è che i tipi di corruzione e di scorciatoie legali che Berlusconi e la sua compagnia ha protratto è interamente di un’altra scala. Se consideri, per esempio, una cosa che è documentata,che la cosidetta “antitrust” che permette a Berlusconi di possedere tre canali televisivi nazionali è stata redatta da un uomo il cui partito ha ricevuto un pagamento sotto banco di 8 milioni di dollari. Questo è stato dimostrato in tribunale.
Jamie Rubin: Perciò ha pagato un funzionario.
Alexander Stille: No, la compagnia.
Jamie Rubin: 8 milioni.
Alexander Stille: Al suo partito. E l’aiuto legislativo di questo funzionario è stato pagato con un cosiddetto onorario di consulto di 300.000 dollari; lui è stato assunto dalla compagnia di Berlusconi come consulente. L’accusa considera ciò come corruzione.
Jamie Rubin: E i risultati sono stati?
Alexander Stille: Il risultato è stata una legge che era fatta su misura per Berlusconi che essenzialmente dice: “Fammi vedere. Quanti canali televisivi può possedere un privato? Tre vanno bene?” E questo capita di essere proprio il numero di reti che Berlusconi possedeva già. Molte persone furono pressate per un limite di una stazione, due stazioni. In Spagna, per esempio, le persone non possono possedere di più del 25% di ogni singolo canale.
Jamie Rubin: E pensi che gli Italiani non conoscano ciò?
Alexander Stille: Essi sanno che ha una grande influenza e lui sa che sono state fatte alcune cose sconvenienti. Ma penso che lui pensi: “Bè, questo è sempre successo. Tutti lanciano i loro pesi fuori.” Ma credo che se conoscessero realmente le esatte specifiche di ciò, rimarebbero in molti casi scioccati. In altri processi, per esempio, è stato provato che la compagnia di Berlusconi ha corrotto gli ispettori delle tasse che poi non hanno guardato i libri che rivelavano un enorme sistema di conti esteri e di pagamenti sotto banco, che sono realmente una parte centrale del modo della compagnia di fare affari. Un’altra cosa è che uno dei casi in cui l’inchiesta è ancora aperta è il caso che coinvolge la corruzione dei giudici. E mentre il pagamento degli ispettori delle tasse è una cosa comune in Italia, la corruzione dei giudici è veramente, veramente una cosa seria. Lo porta su un altro livello. E attualmente sono documentate evidenze che mostrano centinaia di migliaia di dollari passare dal conto della compagnia di Berlusconi ai conti esteri degli avvocati di Berlusconi, e verso i conti di un prominente giudice che siede a Roma. Questo semplicemente non dovrebbe succedere, invece è stato mostrato che è successo.
Jamie Rubin: E questo non è stato raccontato?
Alexander Stille: E’ stato raccontato. Ma non è, per esempio, mai stato spiegato in TV. Perciò quelli che vedi in TV è Berlusconi o qualche suo avvocato che dice “Questo è oltraggioso.Hanno inventato un intero caso,e non è basato su alcuna prova.” E poi un giornalista non interviene e dice:”Attualmente, le prove sono queste e ci sono due strade per vedere questo caso.” Sentirai solo che è stato accusato di aver corrotto un giudice, una contraddizione con l’accusa dicendo che è inventata, e nessuna indipendente analisi su quali sono i fatti.
Jamie Rubin: Hai scritto che l’Italia è diventata quasi una città di società. Cosa intendi?
Alexander Stille: Quello che intendo è il fatto che un solo individuo possiede o controlla un enorme quantità di società. Io, per esempio, sono un uomo di Berlusconi nel senso che il mio editore Italiano è proprietà di Berlusconi. Quando firmai con l’editore molti anni fa, era un editore indipendente. Ne ha preso possesso e , in effetti, ci sono molte prove che la corruzione, la corruzione dei giudici, ha permesso un decisione favorevole della corta che gli ha permesso di guadagnare il controllo delle più grandi case editrici di libri e di magazine nel paese.
Jamie Rubin: Perciò sei un uomo di Berlusconi.
Alexander Stille: Bè, il mio prossimo libro non sarà possibile che venga pubblicato dalla sua compagnia. Ma sono nella fortunata posizione di vivere oltremare e ho altre risorse di guadagno. Ma puoi immaginare se tu vivi in un paese dove qualcuno controlla così tanto, che ciò realmente influisce sulle tue possibilità di carriera. Influisce sulla tua possibilità di guadagnarti da vivere. E se consideri che il numero di Parlamentari in Italia per la sua coalizione, molti di essi o debbono il loro salario al suo scegliere se possono far parte del partito oppure perché hanno firmati contratti con Berlusconi.
Jamie Rubin: Enormi premi.
Alexander Stille: Già. Essi hanno una colonna in uno dei suoi magazine, o uno spot da condurre in una delle sue TV che aumenta enormemente il loro salario. Sai, gli Italiani hanno un detto:” Non sputare nel piatto dove mangi” e ci sono molti italiani che mangiano fuori da questo piatto e non è da sottovalutare come forma di controllo.
Jamie Rubin: Hai anche scritto di come l’italia nel 20 secolo è stata quasi un laboratorio di cattive idee. Pensi realmente che questo governo di Berlusconi è un idea che si può trasferire nelle altre società occidentali??
Alexander Stille: Bè,penso si possa vedere segni di questo nella nostra stessa società. Se Bill Gates, per esempio, decidesse di diventare una importante forza politica, qualcuno potrebbe dubitare che lui potrebbe avere un immenso effetto sulla nostra vita politica? Guarda alla recente decisione di Arnold Schwarzenegger di entrare nella corsa per diventare governatore. Il fatto che è una celebrità, una personalità della TV, un divo del cinema con un enorme quantità di soldi lo rende un protagonista da un giorno all’altro. Viviamo in un mondo in cui il riconoscimento delle celebrità, l’aumento dei media, e il potere si trasferisce molto rapidamente in un potere politico e possibilità di guadagni economici. E penso che puoi vedere queste forze al lavoro qui. Il fenomeno dei “Forbes”,dei “Perot”, sono altri esempi dove tu hai un indebolimento dei partiti politici nel nostro sistema. Gli individui decidono di fare a meno dei partiti politici e di parlare direttamente al pubblico attraverso le TV. Viviamo in un mondo diverso. Non penso che le persone hanno veramente elaborato come profondamente la televisione ha cambiato i processi politici nel nostro stesso mondo. I partiti politici sono diventati l’ombra di quello che erano, e gli individui con grandi somme di soldi possono scavalcare questo processo,il quale può avere un effetto mediatico positivo. E perciò penso che ci siano cose delle queli preoccuparsi. Il fatto che nessun candidato politico in questo paese può montare una seria campagna elettorale senza spendere decine o centinaia di milioni di dollari significa che sono già obbligati a interessarsi che poi ciò li renda conosciuti dopo le elezioni. Molti americani sentono che questo sta accadendo e sono tagliati fuori dai processi politici. E’ molto interessante che, per esempio, sia in italia, che in questo paese, nell’era della televisione, la partecipazione politica sta scendendo significativamente. Le persone, giustamente o erroneamente, sentono che i loro voti non contano.

Jamie Rubin: Ma giusto adesso, al Congresso, stanno rigettando i tentativi per permettere alle figure dei media di espandere il loro potere comprando molte proprietà. Perciò le nostre legge sono più protettive contro una nascita di un Berlusconi in America?
Alexander Stille: Penso sia uno sviluppo positivo. Penso sia positivo anche il fatto che sia i Repubblicani che i Democratici abbiano realizzato il pericolo di ciò. Ma è importante capire anche che è stata fatta una lunga strada in questa direzione negli ultimi 25 anni. A qualcuno come Rupert Murdoch è stato permesso di possedere sia dei giornali e sia creare una rete di TV nazionale.
Jamie Rubin: Ma perchè Berlusconi non ha risolto i suoi problemi mettendo i poteri delle sue aziende in altre mani o una Blind Trust, o una commissione?
Alexander Stille: Bè, è chiaro cosa avrebbe dovuto fare. E penso che siano molte le ragioni per cui non lo ha fatto. Una di queste è che in Italia non esiste la cultura dell’antitrust, una cultura di etica professionale. La sinistra Italiana, in mia considerazione, ha commesso un colossale errore non considerando questo uno dei maggiori problemi di Berlusconi. Il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto dire: “Guarda, sono il referente del sistema politico. Sono sopra i partiti politici. Ma la competizione deve essere pari. Perciò devi scegliere. O sei l’uomo più ricco del paese…
Jamie Rubin: O il leader politico.
Alexander Stille: O il leader, ma hai da fare una scelta. Penso che il Blind Trust non è la soluzione che è stata discussa in italia, e quanto cieca può essere una cosa del genere se tutti conoscono chi è il vero proprietario delle aziende?
Jamie Rubin: Ma non hanno fatto neppure un “blind trust”?
Alexander Stille: Non hanno neppure dato in gestione le imprese a terzi ma lui, per esempio, dice: “Beh, io non ho niente a che fare con la gestione della mia impresa. Altri la gestiscono. Non vado in ufficio ogni giorno e non partecipo alle riunioni e non decido chi conduce questo o quel programma. Quindi perché dovrei essere criticato?”. Il fatto è che tutti sanno che non puoi criticare Berlusconi sia sulla Tv pubblica sia sulle sue reti private.
Jamie Rubin: Perché non è stato obbligato a venderle?
Alexander Stille: Venderle sarebbe la cosa più ovvia. Credo che non sia accaduto perché non c’è stata la pressione del pubblico in tal senso. Non c’è stata una forte opposizione politica per farlo. Penso che il centro-sinistra abbia sottovalutato l’importanza del problema e infatti non lo ha obbligato a vendere mentre era al potere.

Fra il 1996 e il 2001 hanno avuto la possibilità, particolarmente rapida), per farlo vendere. E penso che lo avrebbero dovuto fare in un modo accettabile tanto per la legge che per la sinistra. Avrebbero dovuto provare, per esempio, a spoliticizzare di più le reti pubbliche. Sfortunatamente tutti in Italia, quando ne hanno l’opportunità, provano a influenzare i media quanto possono. E la sinistra ne è colpevole quanto la destra. Solo che la sinistra non possiede tutte i canali televisivi private
Jamie Rubin: Berlusconi ha una spiegazione curiosa del perché non ha venduto le sue aziende. Qual è?
Alexander Stille: Dunque, ha detto a diverse persone ) che non vende le sue aziende perché i suoi figli non glielo permetterebbero. Hanno preso in mano la gestione. Ce l’hanno, la amano e la vogliono continuare.
Jamie Rubin: è solo un padre di famiglia.
Alexander Stille: è solo un padre di famiglia. E sembra ridicolo a noi, ma apapre come questa sorte di uomo orientato verso la famiglia. Ma il fatto è che, se ci pensi, ti dà la misura del Berlusconi uomo di stato che preferisce avere il proprio paese paralizzato da un massiccio conflitto di interessi piuttosto che dispiacere suo figlio e sua figlia. Non penso che sia questo il motivo per cui si rifiuta di vendere le sue reti.
Jamie Rubin: Infine si è manifestato in Italia il problema di un leader in carica che è perseguito per corruzione o crimini simili; molte persone hanno creduto che l’idea di rinviare un processo fino al termine della carica, così che non interferisca con i suoi compiti, sia una cosa saggia. È una buona argomentazione?
Alexander Stille: Penso che ci siano argomentazioni fatte apposta per questo.Anche in Francia, per esempio, ci sono state imputazioni per corruzione rigurdanti Chirac, il presidente della Francia, e sono state messe in attesa. Gli è stata data fondamentalmente una sorta di immunità dai processi. Penso che la differenza nel caso di Berlusconi sia nel fatto che credo che Berlusconi sia entrato in politica al fine di impedire i processi. Le indagini che sono iniziate negli anni 90 hanno raggiunto la società nel momento in cui Berluisconi decise di entrare in politica. Ha detto a delle persone in privato “se non entro in politica, mi faranno a pezzi”. Ha usato il sistema politico per impedire i processi e poi subito è stato in grado di voltarsi e dire, “Vedete? È una persecuzione politica. Sono contro di me perché rappresento la destra”.
Jamie Rubin: Quindi la politica è stata la sua ultima strategia di difesa penale.
Alexander Stille: Sì. E penso che molte persone lo vedano come un fenomeno malsano. E per di più ci sono molte imputazioni che derivano da atti commessi durante l’esercizio delle sue funzioni. Per esempio, si è incontrato con uno dei funzionari della sua società che a quanto pare ha corrotto dei finanzieri . È persino andato nell’ufficio del primo ministro per chiacchierare con lui poco prima di chiamare questi finanziere. È il genere di cosa che corrisponde ad un abuso di potere, uso scorretto di pubblici poteri, che dovrebbe interessare la gente. C’erano anche altre alternative per controllare ciò che ha fatto:per esempio, una commissione parlamentare. Sarebbe stata una cosa ben fatta se qualcuno avesse deciso di metter su una commissione bipartisan per dire “OK. Quali sono queste accuse? Esaminiamole con serenità e dividiamo le calunnie dai fatti e veniamone a capo”. (
Ci sono state commissioni parlamentari mentre gli indagati erano in carica, ad esempio: Watergate, Whitewater, e Iran-Contra . Certamente hanno reso l’attività del governo più complicata, ma non hanno impedito al nostro paese di funzionare. Questo in Italia non è accaduto. Io, per esempio, tornando al 1994 , sono andato dal presidente della commissione, che era una persona designata da Berlusconi, e ho detto “Guardi, ecco una serie di fatti che sappiamo a proposito di contratti fra il crimine organizzato e i funzionari delle imprese di Berlusconi. Non sarebbe meglio per lei come persona al di là ogni sospetto investigare su queste accuse così che possiamo sapere se sono false o se in realtà sono vere e mettere fine a tutti questi problemi?”. Lei disse “Oh, sì. È una buona idea, ma non è compito mio farlo. Lasciamolo fare a qualcun altro.” Ciò non è successo e sarebbe dovuto succedere in una salubre e funzionante democrazia.
Alexander Stille: Credo che la più grossa minaccia sia una certa erosione delle norme democratiche che dovrebbero esistere in una democrazia ben funzionante. Credo che stia abituando le persone ad una eccessiva concentrazione di potere, all’offuscamento della linea che separa il potere pubblico da quello privato e che stia ritardando la maturazione della democrazia. L’Italia è stata una democrazia con dei problemi per buona parte della sua storia, e penso che ci sia stata la possibilità di una normale alternanza fra la sinistra e la destra e la definizione delle regole del gioco E queste regole del gioco credo che siano state drammaticamente indebolite sotto Berlusconi. Credo che questo sia un problema reale per l’Italia, ma anche per l’Europa.
Jamie Rubin: Pensi che oggi l’Italia sotto Silvio Berlusconi abbia la libertà di informazione?
Alexander Stille: Penso che abbia una parziale libertà di informazione. Penso che sulla carta stampata, per esempio, tu possa trovare quasi ogni opinione e il suo opposto. C’è una vasta gamma di quotidiani. Nella televisione, comunque, vedi un’incredibile uniformità ed un enorme ammontare di controllo politico. E la realtà della vita moderna è che la grande maggioranza degli italiani, come la grande maggioranza degli americani, prende apprende le notizie quasi esclusivamente dalla TV

Il fatto per esempio che non c’è stato sulle televisioni italiane alcun serio esame delle accuse rivolte contro Berlusconi ti dice che non hai libertà di informazione, se pensi a quanto tempo invece è stato dedicato al caso della relazione del presidente Clinton e di Monica Lewinsky e alla quasi totale assenza di ogni seria inchiesta sulle molto più serie imputazioni contro Berlusconi ed i suoi più vicini. Capisci che qualcosa non funziona e che l’informazione non è veramente libera.

Jamie Rubin: Alexander Stille, grazie per essere venuto a trovarci
Alexander Stille: grazie per avermi invitato

pagina iniziale: http://www.pbs.org/wnet/wideangle/shows/berlusconi/index.html

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