Sciopero una tantum? No grazie.

Due brevi parole sullo sciopero di ieri 6 Settembre.

A cosa serve al giorno d’oggi fare scioperi come quello di ieri? Non ci siamo stancati di vedere che il diritto di scioperare è diventato quasi come un simbolo dell’essere “fannullone e perditempo”?
Scioperare un giorno ormai non serve a niente.
Non vedete che non siamo considerati? Non interessa a nessuno se un manipolo di “sinistroidi” scende in piazza per una mattinata.
E’ giunta l’ora di cambiare rotta e considerare nuovi modi di farsi sentire; scendere in piazza va bene, ma non per una mattina soltanto. Bisogna bloccare il paese.
Una domanda che viene posta spesso è: “ma non si può scioperare tutto il mese, se no non prendiamo lo stipendio”. Riposta: basta organizzarsi.
Una buona rivolta deve basarsi su un ottima organizzazione; per bloccare il paese non c’è bisogno che ci si fermi tutti negli stessi giorni: oggi scioperano gli autisti dei mezzi pubblici, domani scioperano gli insegnanti, il giorno seguente i dipendenti delle aziende, poi gli operai, poi gli studenti, e via via tutte le categorie sociali, uno alla volta, un gruppo al giorno, nei giorni lavorativi. Il weekend tutti insieme in piazza: per discutere della settimana di ogni categoria, per organizzare le settimane successive, per alzare la voce. Le prime due settimane in maniera pacifica, poi si passa ad alzare i toni. Manifestazioni sotto le sedi di partito: assedio totale, pronti al lancio di oggetti irriverenti e offensivi, in modo da ridicolizzare l’immagine che i politici hanno di loro stessi (vedasi “merda”). Successive manifestazioni a Montecitorio, con rito identico; non ci ascoltano, noi gli dobbiamo fare paura allora. Devono aver paura di uscire a viso aperto: devono essere derisi e offesi tutte le volte che metteranno fuori il naso dalle loro case comprate con soldi immeritati; devono sentirsi braccati, devono arrivare a pensare che forse convenga loro scappare col bottino finchè sono in tempo.
Da questo passo successivo in poi, si può facilmente prevedere che le cose degenereranno: la polizia farà in modo di aizzare per poter caricare, si infiltreranno nazifascisti e blackblock per il gusto di fare danno. Prima regola: disperdersi velocemente. Seconda regola: attendere un po’ di tempo, mezz’ora o di più, e poi riunirsi nuovamente compatti e ri-assediare i palazzi.
Per concludere: è finita l’ora dello sciopero pacifico e una-tantum, non serve più a niente: se il popolo Italiano ha ancora un po’ d’orgoglio e di coraggio, e gli è rimasto nell’anima un briciolo di quella saggezza, intelligenza, capacità, genialità, tipica di tanti nostri antenati che hanno fatto la storia di questo mondo, deve destarsi perchè è giunto il momento di radere al suolo le basi di una società marcia e corrotta.

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