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Il catechismo del rivoluzionario. Lo aggiorniamo ad oggi?

Il catechismo del rivoluzionario (1869)

1. Il rivoluzionario è un uomo perduto in partenza. Non ha interessi propri, affari privati, sentimenti, legami personali, proprietà, non ha neppure un nome. Un unico interesse lo assorbe e ne esclude ogni altro, un unico pensiero, un’unica passione – la rivoluzione.

2. Nel suo intimo, non solo a parole, ma nei fatti, egli ha spezzato ogni legame con l’ordinamento sociale e con l’intero mondo civile, con tutte le leggi, gli usi, le convenzioni sociali e le regole morali di esso. Il rivoluzionario è suo nemico implacabile e continua a viverci solo per distruggerlo con maggior sicurezza.

3. Il rivoluzionario disprezza ogni dottrinarismo e ha rinunciato alle scienze profane, che egli lascia alle generazioni future. Conosce un’unica scienza, la scienza della distruzione. Per questo, e soltanto per questo, egli studia attualmente la meccanica, la fisica, la chimica e perfino la medicina. Per questo egli studia giorno e notte la scienza viva – gli uomini, i caratteri, le situazioni e tutte le condizioni del regime sociale presente, in tutti gli strati possibili [sic]. Lo scopo è uno soltanto la distruzione rapida di questo immondo regime.

4. Egli disprezza l’opinione pubblica. Disprezza e detesta la morale vigente nella società in ogni suo motivo e manifestazione. Per lui è morale tutto ciò che contribuisce al trionfo della rivoluzione; immorale e criminale tutto ciò che l’ostacola.

5. I1 rivoluzionario è un uomo perduto, spietato verso lo Stato e verso la società istruita in genere; da essa non deve dunque aspettarsi nessuna pietà. Fra lui da una parte, lo Stato e la società dall’altra, esiste uno stato di guerra, visibile o invisibile, ma permanente e implacabile – una guerra all’ultimo sangue. Egli deve imparare a sopportare la tortura.

6. Duro verso se stesso, deve essere duro anche verso gli altri. Tutti i sentimenti teneri che rendono effeminati, come i legami di parentela, l’amicizia, la gratitudine, lo stesso onore, devono essere soffocati in lui dall’unica, fredda passione per la causa rivoluzionaria. Per lui non esiste che un’unica gioia, un’unica consolazione, ricompensa e soddisfazione: il successo della rivoluzione. Giorno e notte, deve avere un unico pensiero, un unico scopo: la distruzione spietata. Aspirando freddamente e instancabilmente a questo scopo, deve essere pronto a morire, e a distruggere con le proprie mani tutto ciò che ne ostacola la realizzazione.

7. La natura del vero rivoluzionario esclude ogni romanticismo, ogni sensibilità, entusiasmo e infatuazione. Esclude anche l’odio e la vendetta personali. La passione rivoluzionaria, diventata in lui una seconda natura, deve in ogni momento essere unita a un freddo calcolo. Dovunque e sempre, egli deve essere non ciò cui lo incitano le sue tendenze personali, ma ciò che l’interesse generale della rivoluzione gli prescrive [di essere].

 

Atteggiamento del rivoluzionario verso i suoi compagni di rivoluzione

8. Soltanto chi dimostri nei fatti di essere un rivoluzionario par suo può essergli amico e compagno. Il grado di amicizia e di dedizione e gli altri obblighi verso un simile compagno sono determinati unicamente dal loro grado di utilità per la causa della rivoluzione reale e distruttrice.

9. Non è certo il caso di menzionare la solidarietà tra rivoluzionari. In essa risiede tutta la forza della causa rivoluzionaria. I compagni rivoluzionari che si trovano a uno stesso grado di coscienza e di passione rivoluzionaria devono, per quanto possibile, esaminare insieme tutti gli affari importanti e deciderne all’unanimità. Nell’esecuzione dei piani così stabiliti, ognuno, -possibilmente- deve contare soltanto su se stesso. Nel compiere una data serie di azioni distruttive, ognuno deve agire da solo e ricorrere al consiglio e all’aiuto dei compagni soltanto nel caso in qui questo sia necessario per assicurare il successo dell’azione.

10. Ogni compagno deve avere sottomano alcuni rivoluzionari di seconda e terza categoria, cioè non del tutto iniziati. Deve considerare questi come una parte del capitale rivoluzionario totale messo a sua disposizione. Deve spendere con parsimonia la sua parte di capitale, cercando sempre di ricavarne il maggior profitto possibile. Egli stesso si considera un capitale destinato ad essere perduto per il trionfo della causa rivoluzionaria, ma un capitale di cui non può disporre da solo e secondo il suo desiderio senza l’accordo di tutta la Società dei compagni totalmente iniziati.

11. Quando un compagno è in pericolo, il rivoluzionario -nel decidere se salvarlo oppure no- deve prendere in considerazione non i sentimenti personali, ma soltanto il bene della causa rivoluzionaria. Di conseguenza egli deve valutare, da una parte, il contributo portato da questo compagno e, dall’altra, il dispendio di forze rivoluzionarie necessarie per salvarlo; secondo come penderà la bilancia, deciderà.

 

Atteggiamento del rivoluzionario verso la società

12. L’ammissione di un nuovo membro che abbia fatto buona prova non a parole ma nei fatti, può essere decisa soltanto all’unanimità.

13. Il rivoluzionario si introduce nel mondo politico e sociale, nel mondo cosiddetto istruito, e ci vive, soltanto con la fede nella sua più completa e rapida distruzione. Non è un rivoluzionario se ha pietà di qualcosa che appartenga a quel mondo. Egli deve poter distruggere le situazioni, i rapporti o le persone di quel mondo: a lui tutto e tutti devono essere ugualmente invisi. Se ha affetti familiari e legami d’amicizia e d’amore, peggio per lui; egli non è un rivoluzionario se questi legami possono fermare la sua mano.

14. Con lo scopo della distruzione spietata, il rivoluzionario può -spesso anzi deve- vivere nella società, facendosi passare per ciò che non è. Il rivoluzionario deve introdursi ovunque, in tutte le classi, medie e inferiori, nella bottega del mercante, in chiesa, nella casa signorile, nel mondo burocratico, militare, letterario, nella polizia segreta (Terza sezione) e perfino nel Palazzo d’Inverno.

15. Tutta questa società immonda deve essere suddivisa in varie categorie. La prima categoria comprende i condannati a morte senza indugio. Che la Società compili l’elenco di questo condannati; il numero loro assegnato dipenderà dalla loro capacità di nuocere al successo della causa rivoluzionaria, di modo che i primi numeri passino avanti agli altri.

16. Nel compilare questi elenchi e nello stabilire l’ordine menzionato sopra, ci si deve lasciar guidare non dai misfatti personali dell’individuo, e neppure dall’odio che egli suscita nella Società o nel popolo. Questi misfatti e quest’odio possono perfino riuscire parzialmente utili, contribuendo a eccitare la rivolta popolare. Ci si deve lasciar guidare dal grado di utilità che la sua morte avrà per la causa rivoluzionaria. Così si devono sopprimere prima di tutto gli individui particolarmente nocivi all’organizzazione rivoluzionaria, e la cui morte improvvisa e violenta possa ispirare maggior paura al governo e, privandolo di uomini intelligenti ed energici, possa scuoterne la forza.

17. La seconda categoria deve comprendere quegli individui ai quali si concede provvisoriamente la vita, perché con le loro azioni mostruose spingano il popolo alla rivolta ineluttabile

18. Alla terza categoria appartiene il bestiame altolocato, cioè gli individui che non si distinguono per intelligenza, né per energia, ma che, grazie a posizione che occupano, godono di ricchezze, di conoscenze, di influenza e di potere. Bisogna sfruttarli tutti i modi, imbrogliarli, disorientarli e, dopo essersi probabilmente impossessati dei loro sporchi segreti, farne i nostri schiavi. Il loro potere, la loro influenza, le loro conoscenza, la loro ricchezza e la loro forza diventeranno così un tesoro inesauribile e un grande contributo per varie imprese.

19. La quarta categoria è quella dei politicanti ambiziosi e dei liberali di ogni colore. Con loro, si può cospirare secondo il loro programma, facendo finta di seguirli ciecamente, mentre in realtà li si assoggetta, ci si impadronisce di tutti i loro segreti, li si compromette fino all’estremo limite, di modo che non abbiano più modo di far marcia indietro, poi ci si serve di loro per gettare lo scompiglio nello Stato.

20. La quinta categoria comprende i dottrinari; cospiratori, i rivoluzionari, tutta gente che si abbandona a lunghi sproloqui orali e scritti. Questi, bisogna di continuo spingerli e trascinarli a fare pericolose dichiarazioni pubbliche il cui risultato sarà di portare la maggioranza a una rovina definitiva e di dare invece a qualcuno una autentica formazione rivoluzionaria.

21. La sesta categoria, molto importante, comprende le donne, che conviene dividere in due gruppi principali: le une -futili, stupide e senza anima, di cui si può servire come della terza e della quarta categoria di uomini; le altre -appassionate, devote, capaci, che però non sono dei nostri perché non sono ancora giunte a un’autentica coscienza rivoluzionaria, concreta spassionata; infine, le donne che sono interamente con noi, cioè completamente iniziate e che accettano totalmente in nostro programma. Dobbiamo considerare queste donne i nostri tesori più preziosi, del cui aiuto non possiamo fare a meno.

22. La Società non si prefigge altro scopo che la liberazione completa del popolo e la sua felicità, cioè quella di tutti i lavoratori. Tuttavia, convinta che questa liberazione e la realizzazione di questa felicità sono possibili soltanto mediante una rivoluzione popolare che distruggerebbe tutto, la Società si adopererà con tutte le sue forze e con ogni mezzo per sviluppare e diffondere le disgrazie e i mali che devono finalmente esaurire la pazienza del popolo e spingerlo al sollevamento generale.

23. Con “rivoluzione popolare”, la Società non intende un movimento regolamentato che, secondo il modello classico dell’Occidente, rispettando sempre la proprietà e le tradizioni dell’ordine sociale della cosiddetta civiltà e della cosiddetta morale, finora si è sempre limitato a rovesciare un regime politico per sostituirlo con un altro e a creare un sedicente Stato rivoluzionario. L’unica rivoluzione che possa salvare il popolo è quella che distrugge radicalmente ogni statalismo e che sopprime le tradizioni statalistiche del regime e delle classi sociali.

24. Per questo la Società non intende imporre al popolo nessuna organizzazione. L’organizzazione futura, senza alcun dubbio, si stabilirà grazie al movimento e alla vita popolare; ma ciò sarà opera delle generazioni future. La nostra missione è la distruzione terribile, totale, generale e spietata.

25. Di conseguenza, nell’avvicinarci al popolo, dobbiamo prima di tutto unirci agli elementi della vita popolare che, sin dalla fondazione dello Stato, non hanno cessato di protestare, non a parole ma nei fatti, contro tutto ciò che direttamente o indirettamente è legato allo Stato; contro la nobiltà, contro la burocrazia, contro i preti, contro i mercanti e contro i contadini ricchi e sfruttatori. Noi dobbiamo unirci al mondo audace dei briganti, gli unici autentici rivoluzionari.

26. Unire questo mondo in una forza terribile e invincibile; tale è la nostra unica organizzazione, la nostra cospirazione, la nostra missione.

 

Sarebbe molto interessante compilare delle liste secondo le 6 categorie previste nel “Catechismo del Rivoluzionario” e vedere chi del nostro mondo politico ed economico potrebbe farne parte.. Potremmo provarci in futuro..

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La “democrazia russa”, la censura italiana, e i tunnel fantasma.

Siamo alla frutta. Le notizie di questi ultimi giorni rendono attoniti anche i più insensibili al panorama politico.

L’allievo supera il maestro

Partiamo da Putin: Berlusconi dovrebbe (vorrebbe) imparare da lui. Magari non è capace di sbattersene 8 su 11 in una notte come il nostro Premier, però intanto a differenza sua, dopo gli 8 anni da presidente (2000 – 2008), dopo i 4 da primo ministro (con presidente fantoccio al seguito), adesso sta per assicurarsi altri 12 anni di potere: infatti, grazie al cambio della costituzione (altra cosa che B. vorrebbe fare, ma non ci riesce), il mandato da Presidente durerà due anni in più: quindi, Putin vincendo le elezioni, sarebbe nuovamente Presidente dal 2012 al 2018, e poi potrebbe pure ricandidarsi per un secondo mandato, arrivando quindi fino al 2024; il Primo ministro diventerebbe l’attuale Presidente Medvedev, che si ipotizza possa poi ricandidarsi alla presidenza nel 2024, in modo da continuare il duetto del potere fino al 2036.. Insomma, qui c’è gente che sa come attaccarsi al potere; certo, rimangono da vincere le elezioni per far si che tutto questo accada: ma sono sicuro che nella libera democrazia russa il popolo sceglierà ciò che è più giusto. Per la salvezza delle loro vite chiaramente.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/medvedev-si-piega-putin-verso-il-cremlino/159891/

La norma ammazzablog

In Italia siamo ancora indietro rispetto alla Russia ma i nostri eroi ci provano in tutti i modi: pare che per far zittire l’opinione pubblica definitivamente, viste tutte queste notizie e intercettazioni varie che vengano pubblicate, sia stata rilanciata la legge bavaglio, sulla quale pare verrà posta la fiducia; all’interno rimarrebbe la “norma ammazzablog”. Il contenuto del comma 29 dell’art. 1 del disegno  di legge n. 1611,  prevede che qualsiasi gestore di sito informatico, che sia un blog di un ragazzo o un quotidiano online editoriale, sarà tenuto a disporre la rettifica di ogni informazione pubblicata online entro 48 ore dall’eventuale richiesta, fondata o infondata che sia. In assenza di rettifica, la sanzione sarà quella di una multa sino a 12 mila euro.

In pratica qualsiasi cosa venga scritta, può essere fatta rimuovere o corretta a piacimento, cancellando così la libera espressione. Certo, fatta la legge, trovato l’inganno. Si potrò chiaramente girare la legge contro loro stessi e contro i loro Giornali d’informazione (il Giornale, Libero ecc..); inoltre si presuppone che essendo una legge prettamente italiana, chi scriverà il suo blog dall’estero non avrà nessun problema: basterà quindi far gestire il proprio blog da un amico all’estero..

Comunque si prevede che il passaggio di questa legge possa portare ad accendere ancora di più gli animi e le rivolte: quando il popolo assedierà la casta, non credo che chiederà una rettifica entro 48 ore. Punirà i colpevoli senza esitazione.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/25/news/bavaglio_al_web_torna_il_rischio_ammazza_blog_nel_ddl_intercettazioni-22204808/?ref=HREC1-7

Neutrini in coda?

Chiudiamo con la notizia della settimana, che esplica più di ogni altra cosa la competenza dei soggetti che ci governano.

Con questo comunicato il ministro dell’istruzione ha fatto l’ennesima figuraccia: pare che credano che esista un tunnel che colleghi la Svizzera con l’Abruzzo e per il quale l’Italia ha speso ben 45 milioni. Che questo governo spenda soldi in appalti fasulli si sapeva (vedi quelli per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina), ma che addirittura si inventi tunnel inesistenti rende l’idea di come le competenze di questo governo si riducano a zero, e ciò spiega il motivo per cui questi fenomeni passeranno alla storia come i peggiori politici Italiani dopo Mussolini, con un governo che farà fallire l’Italia. Ben fatto, i vostri figli saranno marchiati a vita dai vostri fallimenti.

Internet chiaramente si è sbizzarrita: http://www.repubblica.it/scuola/2011/09/24/foto/gelmini_e_il_tunnel_cern-abruzzo_l_ironia_della_rete-22176467/1/

 


Strani collegamenti fra due notizie passate in sordina

In questi giorni sono arrivate due notizie, passate abbastanza in secondo piano, ma che fanno riflettere e che forse hanno un collegamento.

La prima riguarda la riapertura del processo sulla strage di Via D’Amelio, dove fu assassinato Paolo Borsellino: “la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha chiuso l’indagine scaturita dalle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina e ha trasmesso gli atti alla Procura generale perché venga chiesta la revisione del processo. I magistrati sono convinti che sette dei condannati all’ergastolo sarebbero estranei all’attentato. Le nuove carte, come scrive oggi il Giornale di Sicilia, sono state depositate nei tempi che la stessa Procura aveva annunciato a luglio. Il nuovo filone d’indagine ha rimesso in discussione tutto l’impianto processuale basato sulle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino. Ha pure gettato un’ombra sul lavoro del pool investigativo guidato da Arnaldo La Barbera, morto nel 2002, che secondo il procuratore Sergio Lari avrebbe costruito un “colossale depistaggio”. Sotto accusa sono finiti apparati investigativi e uomini dei servizi di sicurezza. Tre di loro sono indagati: Mario Bo, attuale dirigente della squadra mobile di Trieste; Vincenzo Ricciardi, questore di Bergamo, e Salvatore La Barbera, ora dirigente della polizia postale di Milano. Sulle altre richieste della Procura il riserbo è assoluto. Nei prossimi giorni il pg Roberto Scarpinato valuterà le nuove iniziative da intraprendere.” Il gruppo avrebbe costruito una falsa verità sugli organizzatori e sugli esecutori dell’attentato che non ha retto alle diverse indicazioni date dagli ultimi due collaboratori Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, a quel tempo uomini di fiducia del boss Giuseppe Graviano. Scarantino sarebbe stato indotto ad accusarsi di essere l’autore del furto della Fiat 126 imbottita di tritolo esplosa in via D’Amelio. Le sue dichiarazioni depistanti sarebbero state “suggerite” dagli stessi investigatori che avrebbero anche “taroccato” un verbale del 1994.  (fonte LiveSicilia).

L’altra notizia è di oggi: è stato ucciso a Palermo Giuseppe Calascibetta, 60 anni, da almeno trenta protagonista di diversi processi di mafia, con l’accusa di essere un influente uomo d’onore del potente mandamento di Santa Maria di Gesù e condannato a dieci anni proprio per la strage di via D’Amelio. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/09/20/news/mafia_ucciso_il_boss_calascibetta_i_pm_era_un_capo_segnale_allarmante-21928880/

Proprio Scarantino, del quale oggi si mette in discussione ogni dichiarazione nel processo,  era stato uno degli accusatori di Calascibetta nella cui villa, durante un summit di mafia, il boss Totò Riina avrebbe comunicato a Cosa nostra la decisione di assassinare il giudice Borsellino. Alla riunione segreta, che si sarebbe svolta ai primi di luglio del 1992, avrebbero partecipato tutti i grandi della mafia: Riina, Pietro Aglieri, Carlo Greco, Francesco Tagliavia, Giuseppe Graviano, Giuseppe La Mattina, Salvatore Biondino, i fratelli Natale e Antonino Gambino, Cosimo Vernengo e, raccontò Scarantino, altre quattro o cinque delle quali non gli furono precisate le generalità.

La cosa suona strana: salta fuori che Scarantino ha mentito negli interrogatori, si parla di depistaggio delle indagini, di autoaccuse, e nello stesso momento viene fatto fuori proprio uno degli uomini che è stato accusato in quegli anni, che magari ha pagato nascondendo la verità e che adesso, scoperta la truffa del depistaggio, era meglio far sparire. Coincidenze o ennesimo piano per nascondere la verità sui responsabili delle stragi degli anni 90?


Intervista ad Anonymous Italia

Intervista ad Anonymous Italia

La rete come strumento di lotta
Intervista di Elena Calafato a due membri di Anonymous Italia (link)
L’oscurità non è priva di luce. Tutt’altro.
Ha riflessi superiori alle apparenze, come una novella scritta meglio, più completa, affascinante, che spesso fatichiamo a capire. E quella novella ha i connotati della realtà. Dipende da che punto di vista la osserviamo.
Anonymous è un termine misterioso, quasi inquietante, associato a un gruppo di cyber-terroristi che compiono attacchi informatici, provocando temporanei black-out a siti governativi e non.Ma qual è la verità? Chi o cosa è Anonymous? Per scoprirlo non sono necessarie competenze particolari, conoscenze occulte: basta accedere alla loro chat, aperta al pubblico e libera (una parola chiave per la community). È sufficiente fare quattro chiacchiere con questi ragazzi, uomini e donne di ogni età, per capire quanto sia fiorita una bugiarda mitologia del terrore attorno alla loro attività. Anonymous è un movimento di “resistenza attiva”, composto da persone  impegnate nel perseguire un’ideale che molti, moltissimi inseguono da tempo: la libertà di informazione, soprattutto sulla Rete, che è il più vasto e accessibile mezzo di comunicazione. Non sono i cyber terroristi, né gli hacker che i mass media dipingono. Sono persone comuni (alcune, in effetti, in possesso di notevoli conoscenze informatiche) che hanno deciso di scendere nella piazza virtuale del Web e far sentire la loro voce.Come i movimenti operai del passato che incrociavano le braccia bloccando le grandi industrie; come gli agricoltori che intasavano le autostrade coi trattori a reclamare i diritti negati: sulla rete si dossa (termine derivato dall’acronimo DDoS che sta per Distributed Denaial of Service), ossia si provoca una sorta di black out temporaneo di siti, generalmente governativi o appartenenti a grandi aziende di servizi, con lo scopo di dare un segnale forte e visibile contro chi si pensa possa limitare o manipolare l’informazione e la libertà dei cittadini.
Questo atto si configura, nel sistema giuridico di molti stati, come interruzione di pubblico servizio. Negli Stati Uniti il reato viene punito con la reclusione fino a 25 anni, a cui spesso si aggiungono risarcimenti a cinque zeri. In Italia la pena arriva a un quinto degli USA, più relative sanzioni pecuniarie.Qualcuno sostiene che l’interruzione di pubblico servizio rientri nella cosiddetta gray area, e che quindi tale atto possa considerarsi reato in base alle circostanze e a discrezione di chi giudica. Ed è proprio questo fatto, forse, a consentire che i singoli o i gruppi di attivisti vengano perseguiti più delle grandi aziende, prive di scrupoli nell’interrompere o sospendere i servizi erogati. È noto come esse abbiano più risorse per difendersi dagli “attacchi” della giustizia.
Attraverso questa intervista cercheremo di chiarire chi sono gli Anonymous italiani, e quali sono i loro scopi. (A e P sono i due membri di Anonymous intervistati)
  • Potete illustrare ai nostri lettori quando, come e dove nascono Anonymous, e Anonymous Italia in particolare?

A: Anonymous è nato all’incirca nel 2003, anche se stabilire una data precisa è pressoché impossibile , perché è stato un avvenimento spontaneo e collettivo, lento, graduale. Il movimento si è formato in origine sulla imageabord4chan.org, principalmente dall’arcinota sezione /b/. P: Anonymous Italia nasce invece nel Dicembre 2010, dopo le pressioni subite da Wikileaks.

A: Sì, su AnonOps è cominciato tutto con Operationpayback, nata come risposta di Anonymous alle pressioni per tagliare i fondi a Wikileaks da parte di Paypal, Masetrcard, Visa, Credit Suisse e altri.

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Google rende omaggio a Freddy Mercury nel giorno del suo 65° compleanno

Il 5 Settembre del 1946 nasceva uno dei più grandi esponenti della musica moderna, Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddy Mercury, che insieme ai Queen ha regalato al mondo alcune delle canzoni più belle mai scritte, e per chi ha avuto la fortuna di poterli andare a vedere live, dei concerti fenomenali. Oggi avrebbe avuto 65 anni, chissà se non fosse stato malato quante altre indimenticabili canzoni avrebbe potuto cantare, e se i Queen sarebbero riusciti a rimanere in auge nel panorama musicale. L’unica cosa certa è che la morte prematura di Mercury ha tolto al mondo della musica un grande artista, difficile (diciamo impossibile) da rimpiazzare.

Oggi Google decide di ricordare il compleanno di Freddy Mercury inserendo un doodle nella sua home page: il doodle riporta la canzone “Don’t stop me now” e mostra un cartoon dove si può riconoscere Freddy Mercury rappresentato nei diversi anni della sua vita.

 

 


Anonymous colpisce ancora

Il Gruppo di sicurezza informatica Anonymous & LulzSec in questi giorni ha messo a punto una nuova operazione: OpBanche. I nostri dati sensibili sono in possesso a compagnie che guadagnano e lucrano sui nostri soldi: siamo perlomeno al sicuro? A quanto sembra, leggendo il comunicato di Anonymous, pare proprio di no.. Dopo aver scoperto come aziende come la Vitrociset, che guadagnano soldi pubblici per “soluzioni e servizi che garantiscono qualità e sicurezza ai più alti standard di innovazione ed affidabilità, in ambito civile e militare, per amministrazioni pubbliche, agenzie governative, organizzazioni internazionali e aziende private”, siano in realtà largamente inefficienti e incapaci (vedi i controlli effettuati al loro sito a fine luglio), adesso abbiamo l’ennesima conferma che le banche se ne fregano dei propri clienti.. Ecco il comunicato ufficiale di Anonymous:

Cari navigatori di Internet,
I gruppi Anonymous e LulzSec hanno voluto dare una controllata ad alcune banche italiane offrendo un doveroso e gratuito servizio di sicurezza.
In soli 15 minuti di attivita’ di ricerca su una banca presa a “casaccio” con una ricerca su google siamo entrati in possesso del portale della stessa. Come è possibile? Di chi è la colpa? La colpa è di noi cittadini: stiamo offrendo i nostri beni e il nostro denaro a delle società incompetenti. Non è possibile che una banca e ripeto una banca sia “penetrabile” in 15 minuti. Fortunatamente i vostri dati sono al sicuro, noi non siamo criminali e non abbiamo alcun interesse ad appropriarci dei vostri soldi, noi siamo dalla vostra parte. Ma cosa potrebbe succedere se al nostro posto ci fossero stati dei criminali? Ve lo lasciamo immaginare. Non solo dovreste denunciare la banca per l’utilizzo dei vostri dati sensibili non accurato, ma dovreste iniziare a dubitare di queste grandi realtà. Anonymous si prepara per settembre: la stagione di caccia ai cattivi è iniziata.
Noi siamo Anonymous,
Noi non perdoniamo,
Noi non dimentichiamo,
Aspettateci,sempre.
—— Admin Portale ——
Password                                         utente                  gruppo    descrizione
0ed3949cd58f5417c7224e**********     l*****     23     S     Admin    L*** ****I – Cassa di Risparmio di ******* S.P.A
ps:Ci siamo limitati a pubblicare soltanto uno dei tanti account e non cambiare la pagina principale della banca con la nostra immagine di “deface” per non rischiare una strumentalizzazione dell’attacco dai parte dei media, ma sopratutto per mantenere il servizio online senza danneggiare gli onesti cittadini.

Link utili:
http://www.twitter.com/anonitaly

http://www.twitter.com/lulzsecitaly

http://anon-news.blogspot.com/


Per incominciare, un po’ di presentazioni

Io sono un furfante, non un socialista…Un delinquente, un delinquente. Vi preoccupa chi io sia? Vi dirò subito chi sono, voglio dirvelo: il mio intento è proprio questo. Bisogna che il popolo creda che noi soli sappiamo quello che vogliamo… Noi proclameremo la distruzione… perché quest’idea è così affascinante!… Appiccheremo incendi. Diffonderemo delle leggende… Avrà inizio la sommossa… S’inizierà uno sconquasso quale il mondo non ha mai veduto! (Petr Verchovènskij – I demoni- Dostoevskij)