Archivi tag: berlusconi

Fine di un tragico (quasi)ventennio

Adesso bisogna ricostruire un Italia lasciata a pezzi dal Governo Berlusconi. Ma prima di ricostruire in genere si devono sgombrare le macerie; le nostre macerie sono l’intera classe politica italiana, pagliacci senza onore, leccaculo patentati, ladri ignoranti e lavoratori incapaci. Continuano a parlare, ma forse non hanno capito che loro, tutti loro, saranno i prossimi. Con le buone o con le cattive verranno mandati a casa. E Berlusconi senza legittimo impedimento adesso mandiamolo in carcere.

P.S. Un governo Monti non è la soluzione ai problemi, nè tantomeno è una soluzione “politicamente e democraticamente” corretta in quanto governo non votato dagli Italiani.

Ma vedere oggi ergersi a difensori della democrazia, con accese dichiarazioni riguardanti la poco democratica scelta di un governo non eletto, persone come Ferrara o La Russa, che fino a ieri appoggiavano un governo che stuprava la democrazia italiana  ogni giorno, appare alquanto ridicolo.


Tessera numero 1816. P2, Piano di Rinascita e Berlusconismo. (2 parte)

Il Piano di Rinascita Democratico della P2. Alcuni punti (in grassetto), ricordano molto alcune dichiarazioni o leggi fatte dal Governo mafioso di Berlusconi. Coincidenze non sono di certo…

PREMESSA 1) L’aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema.

2) Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.

3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi , nella elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine nella elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.

4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione – successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI 1) Nell’ordine vanno indicati: a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale). b) la stampa , escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata a livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca , Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata; c) i sindacati , sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione di lavoratori; d) il Governo , che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini da preporre ai singoli dicasteri; e) la magistratura , che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi; f) il Parlamento , la cui efficienza è subordinata al successo dell’operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico-finanziario. La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo. Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione di procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità. Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale .

PROCEDIMENTI

1) Nei confronti del mondo politico occorre:

Continua a leggere


Tessera numero 1816. P2, Piano di Rinascita e Berlusconismo. (1 parte)

Tessera numero 1816.

Come in molti sanno uno fra i più noti fra gli iscritti alla P2 è Silvio Berlusconi, tessera numero 1816. Proprio a causa della sua appartenenza alla loggia P2 Berlusconi ha subito la sua prima condanna definitiva, quella per falsa testimonianza. Difatti nel 1990, a Venezia, viene giudicato colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla loggia. A salvarlo ci pensa una provvidenziale amnistia decretata l’anno precedente.
In pochi sanno che quella tessera darà a Berlusconi il potere di creare le basi del suo successo. Quando parla della P2, Berlusconi generalmente cambia discorso con qualche battuta. Invece è stata determinante per i suoi primi affari immobiliari. Per esempio per ottenere credito dalla Banca nazionale del lavoro (otto alti dirigenti erano degli affiliati alla P2) e dal Monte dei Paschi di Siena (era piduista il direttore generale Giovanni Cresti). Conclude la Commissione Anselmi: gli imprenditori Silvio Berlusconi e Giovanni Fabbri (il re della carta) «trovarono appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio». Ma poi, fatte le case, bisogna venderle. E non fu facile, per Berlusconi. Lo soccorse, agli inizi della sua carriera di immobiliarista, un altro affiliato della loggia segreta, il napoletano Ferruccio De Lorenzo, già sottosegretario liberale in un governo Andreotti e padre di Francesco, futuro ministro della Sanità e imputato di Mani pulite: Ferruccio De Lorenzo acquistò, come presidente dell’Enpam (l’Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici italiani) prima due hotel a Segrate, poi decine di appartamenti di Milano 2. L’Enpam decise poi di affidare a Berlusconi anche la gestione del teatro Manzoni di Milano, controllato dall’ente.

Oggi Berlusconi
è al potere da 20 anni e alcune delle sue scelte politiche sono state dettate dalla scuola Piduista. Lo stesso Gelli lo ammette: «Ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto», dichiara all’Indipendente nel febbraio 1996. Il Piano di rinascita democratica era il programma politico della P2. Fu sequestrato il 4 luglio 1981 all’aeroporto di Fiumicino, nel doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia del Venerabile. Riletto oggi, risulta profetico. Prevede, infatti, di «usare gli strumenti finanziari per l’immediata nascita di due movimenti l’uno sulla sinistra e l’altro sulla destra». Tali movimenti «dovrebbero essere fondati da altrettanti club promotori». Per quanto riguarda la stampa, «occorrerà redigere un elenco di almeno due o tre elementi per ciascun quotidiano e periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro»; «ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di simpatizzare per gli esponenti politici come sopra». Poi bisognerà: «acquisire alcuni settimanali di battaglia», «coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata», «coordinare molte tv via cavo con l’agenzia per la stampa locale», «dissolvere la Rai in nome della libertà d’antenna»; «punto chiave è l’immediata costituzione della tv via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese».

LA LISTA DELLA P2 SEQUESTRATA A LICIO GELLI

Chi c’era in quell’elenco?

Continua a leggere


“Democrazia Precaria; scritti su Berlusconi” di Norberto Bobbio

Democrazia precaria: analisi di Norberto Bobbio su Berlusconi

Tratto da Critica liberale Marzo 2004
“Democrazia Precaria; scritti su Berlusconi” di Norberto Bobbio

Quell’Italia modello Berlusconi

Sono bastati a Silvio Berlusconi poco più di due mesi per diventare il protagonista di questa campagna elettorale. Il protagonista e l’antagonista. Protagonista, perchè è riuscito col suo movimento, nonostante gli scatti d’ira del senatore Bossi (ma…can che abbaia non morde), a riunire gli scomposti frammenti della destra.
Antagonista, perchè sta diventando l’unico bersaglio del polo cosiddetto progressista, ormai quasi indulgente verso Fini, il nemico storico, e del centro: oggetti di vituperi e sberleffi, parlati, scritti, gridati, filmati, di livelli scandalistici e di cronistorie velenose. Un fenomeno senza precedenti. […]
Si sa bene che nelle grandi crisi storiche salgono improvvisamente alla ribalta uomini venuti dal nulla. Bossi è il classico esempio di questi uomini senza storia. Ma si ha l’impressione che sia destinato a tornare rapidamente nel nulla da dove è venuto. Berlusconi, no. Prima di buttarsi, come egli stesso ha detto, in politica, era un uomo già notissimo, ma sino all’altro ieri anche il più chiaroveggente degli osservatori non aveva previsto che sarebbe entrato fragorosamente sulla scena politica, dopo essere stato un abile e fortunato uomo d’affari, un uomo di spettacolo, l’impresario della squadra di calcio più coronata in questi ultimi anni. Vi è entrato subito da primo attore e, a giudicare dalla campagna elettorale e dalle previsioni che se ne possono trarre, destinato per ora a restare tale. Difficile trovare una spiegazione. Se ne possono trovare tante, ma nessuna del tutto soddisfacente. Si può cercare di attenuare la novità del fenomeno, osservando che le reti per questa pesca così fortunata le aveva gettate nascostamente di notte prima di tirarle su alla luce del giorno. Fuori di metafora, la sua comparsa in pubblico come capo di un movimento politico era stata preparata da tempo. Il dubbio:”Mi butto o non mi butto?”, è stata un’abile finzione, una domanda retorica, uno stratagemma per creare uno stato di attesa. Tutto non solo era già pronto per dare inizio alle grandi manovre: tutto era già deciso. Ciò non toglie che l’ascesa sia stata rapidissima, impetuosa, sbalorditiva.
Continua a leggere


PBS- Wideangle- Chi è Mr.Berlusconi?

E’ morto in questi giorni Rapisarda, finanziere, socio di Dell’Utri, e uno dei pochi a conoscenza degli affari di Berlusconi e Dell’Utri con la mafia. Non ha mai parlato molto, quindi i suoi segreti rimarranno nella tomba. Molto probabilmente il suo silenzio sarà stato ben pagato, mica è stato scemo come Tarantini che si è fatto beccare!.  Ma da anni si parla di Berlusconi e dei suoi possibili rapporti con la mafia, tramite Mangano e Dell’Utri. Ma chi è Berlusconi? E’ una delle domande che in molti si sono fatti nei primi anni della sua ascesa politica. Ripropongo qui la traduzione di un intervista fatta per la PBS, dal programma WideAngle, ad Alexander Stille nel 2003.

Il primo ministro Silvio Berlusconi non è solo il più ricco uomo d’italia, ma anche il proprietario di un impero mediatico senza rivali. I critici dicono che la combinazione di potere politico e controllo dei media di Berlusconi ha messo in pericolo la libertà di stampa in Italia.
In una fragrante notte di Maggio, la squadra di calcio italiana AC Milan ha vinto la prestigiosa finale europea di Champions League a Manchester, Inghilterra. La partita è stata trasmessa in diretta sulla TV italiana Canale 5 ed è stata vista dal numero record di 20 milioni di persone. Questo ha generato a sua volta un record di incassi pubblicitari per la rete. Il primo ministro Silvio Berlusconi è stato uno dei pochi fortunati che è riuscito a vedere la partita dallo stadio, e molto spesso la sua faccia sorridente è stata trasmessa sugli schermi TV italiani.
Continua a leggere